10 anni, Como non dimentica Rumesh

Dichiarazione del Portavoce Provinciale dei Giovani Comunisti/e

Sono passati dieci anni, sembra impossibile ma è davvero così. Era il 29 marzo 2006 quando un vigile del cosiddetto nucleo antiwriters fermò un ragazzo cingalese, lo fece scendere dall’auto e gli sparò un colpo alla nuca, provocandogli danni permanenti.

A quell’epoca stavo finendo il quarto anno di liceo scientifico, al Giovio, e ricordo come se fosse ieri l’atmosfera, gli oltre 1000 studenti che scesero spontaneamente in piazza contro quell’atto di brutale abuso di potere. Ero tra loro, in quella giornata di sole un po’ fusco, con migliaia di ragazzi che dicevano no al sicuritarismo. Abbiamo sfilato per le strade della città, abbiamo gridato la nostra indignazione a una politica che badava solo al populismo, che voleva una città senza graffiti anche a prezzo della vita di un ragazzo. Se oggi faccio ancora politica lo devo anche a quella esperienza, a quell’indignazione per le ingiustizie a cui non si può restare indifferenti.

Como non dimentica, Como non accetterà che ricapiti, che per un concetto distorto di sicurezza altri giovani debbano rischiare la loro vita. Qui sta anche il nostro impegno contro il cosiddetto “controllo del vicinato”, figlio di quella concezione malata della giustizia da far west che tanto piace a leghisti e fascisti nostrani (non importa che partito vogliano usare per presentarsi). Non si può morire per un graffito.

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Giovanna #Lanzavecchia, Rifondazione e Giovani Comuniste/i di Como esprimono soddisfazione per la liberazione.

Il Partito della Rifondazione Comunista e Le/i Giovani Comuniste/i di Como esprimono soddisfazione per la liberazione di Giovanna Lanzavecchia, giovane di Caslino d’Erba detenuta nelle carceri turche per aver pubblicato post a sostegno della lotta del Popolo Curdo.

Siamo da sempre solidali con la resistenza curda, e riteniamo assurdo che la libertà di pensiero e parola sia violata in maniera così evidente in un Paese che alcuni vorrebbero ammettere nell’Unione Europea. Siamo grati a Giovanna e a tutti quei giovani che si impegnano per sostenere la libertà e la giustizia nel mondo e non solo dove è comodo alle grandi potenze.

Per contro l’atteggiamento europeo nei confronti della Turchia, in cui l’UE baratta i diritti umani di un popolo per l’internamento dei disperati che fuggono dalle bombe in Siria, è irresponsabile e rende l’Europa pericolosamente simile a coloro che dice di voler combattere.

Speriamo che quanto avvenuto faccia riflettere sull’opportunità di stringere accordi con il regime di Erdogan, che diviene, ogni giorno che passa,  sempre più autoritario e repressivo.

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Lotta alla #mafia ogni giorno

Oggi è la giornata del ricordo delle vittime di tutte le mafie. Almeno così l’hanno battezzata. Nel nostro territorio la mafia è presente da decenni, a Mariano Comense è stata recentemente smantellata una locale di ‘ndrangheta, ma per le autorità spesso la mafia non esiste. Dopo l’iniziale indignazione, sembra che tutto debba restare come è sempre stato. Ma noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo a questo stato di cose, continueremo a lottare per estirpare la mafia dalla nostra terra, continueremo a lottare per difendere quei diritti che vengono negati e che la mafia gestisce come favori.

Perché volere una scuola che insegni ad essere cittadini, volere una sanità pubblica che funzioni, è fare antimafia perché senza diritti ci sono solo favori e solo la mafia può trarne vantaggio.

Ricordiamo le vittime della criminalità organizzata, non solo gli eroi che si ricordano sempre e che è giusto ricordare, ma i tanti morti senza nome, i tanti lavoratori e studenti che hanno alzato la testa per dire che le cose dovevano e devono cambiare. E lottiamo accanto a coloro che non si arrendono allo smantellamento del pubblico e alle privatizzazioni, alle grandi opere gestite dai soliti noti. Lottiamo per un’Italia libera dalla mafia.

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#Unlibroauneuro, cultura a prezzo politico

 

Mercatino del libroCar@ compagn@ ricordiamo che da questa sera abbiamo aperto il Mercatino del libro usato presso la nostra Federazione Provinciale.
L’iniziativa di carattere culturale e di autofinanziamento permetterà a tutt@ di acquistare libri di vari generi a partire dal prezzo politico dei €1.00 cad.

LA CULTURA E’ DI TUTTI
ED ALLA PORTATA DI TUTTI DEVE ESSERE.

Vi aspettiamo domani e domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00

No all’intervento in Libia. #LaGuerraFaSchifo

Volantino contro la guerraCi risiamo. Il 2015 è finito da poco ed ha visto l’Italia elargire 4.698,1 milioni di € in spese militari, nonostante la forte crisi ed un paese ancora in recessione. Nel quadro sconvolgente e doloroso della barbarie, la guerra colpisce anche tutti noi, dal lavoratore che vede i propri soldi sperperati dallo Stato, al disoccupato che vede venir meno i sussidi, allo studente che studia in ambienti sempre più fatiscenti e con barriere economiche sempre più discriminatorie.

Abbiamo foraggiato, direttamente ed indirettamente, i conflitti che sono scoppiati attorno a noi e che ci si avvicinano sempre di più. Le torme di sfollati non sono solo colpa degli USA ma anche nostra. I civili e le popolazioni, che ogni giorno vivono l’orrore delle armi vendute dai governi per guadagnare sulle tragedie altrui; che vivono conflitti imposti da fuori, dall’imperialismo che punta le ricchezze da spartirsi e cancella vite e storie, troppo distanti per essere piante. Dopo averli bombardati ed aver mangiato sui ricavi delle vendite, accoglierli è umano e doveroso. Il 2016 si apre con uno scenario addirittura peggiore: se due lavoratori sono starti uccisi è perché la fame di profitto delle imprese petrolifere si alimenta grazie al conflitto bellico e non esita a spedire dei padri di famiglia in zone instabili e con una forte presenza di terroristi.

Non possiamo accettare che l’irresponsabilità di una multinazionale diventi il pretesto per nuovi attacchi di terra, nuovi morti, nuova distruzione e nuova emigrazione.

Non possiamo assistere inermi all’ennesima spartizione della Libia tra le potenze straniere, uno scenario che dura da oltre 100 anni!

Chi crea questa situazione è quell’1% di ricchi che continua ad aumentare la propria ricchezza grazie alla crisi ed alle guerre; gli stessi che creano insicurezza la usano poi per ridurre democrazia, partecipazione, e mettono lavoratori contro lavoratori, cittadini contro cittadini, profughi contro autoctoni, popoli contro popoli.

Basta guerre! Affinché ognuno possa vivere con dignità nel proprio paese, con la propria cultura, con le proprie tradizioni e con l’evoluzione che è in grado di costruire. Ogni popolo ha il diritto di autogovernarsi e di autodeterminarsi.

Basta guerre! Affinché le spese militari possano cessare e il Paese inizi ad investire in sanità, pensioni, scuola, università e servizi universali. l mondo del lavoro, dello studio deve quindi mobilitarsi in maniera unita e compatta, coinvolgendo quanti più soggetti possibili: sindacati, associazioni studentesche, movimenti, dai militanti ai singoli individui.

TUTTI dobbiamo opporci a questo progetto sciagurato.

TUTTI dobbiamo capire che la guerra colpisce trasversalmente nella società tutte le classi sui cui essa si poggia; gli unici a trarne profitto sono i padroni. #LaGuerraFaSchfo!

Claudia Candeloro – Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

Andrea Ferroni – Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

#LottoMarzo #Tuttigiorni

I nostri auguri alle donne che lavorano, a quelle che non lavorano, a quelle che sono madri e a quelle che non lo sono, a quelle che combattono tutti i giorni per essere riconosciute ed apprezzate, e a quelle che lottano per l’uguaglianza, la libertà e l’autodeterminazione. Noi con voi ci siamo, l’otto marzo, ma anche il sette, il sei, il cinque!

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