Buona riuscita dell’iniziativa a Cantù, solidarietà agli antifascisti di Bergamo

13267914_1034549409965926_8018173055178868841_nL’assemblea di Cantù con Saverio Ferrari ha visto una buona partecipazione di cittadini e cittadine, nonostante le difficoltà poste dall’Amministrazione comunale.

Si è fatta luce sui legami tra le organizzazioni fasciste, ivi compreso il Movimento Sociale Italiano, e la borghesia con l’obiettivo di fermare le rivendicazioni della Sinistra e sulla natura eversiva di questi gruppi che oggi vengono con tanta leggerezza giudicati come composti di “bravi ragazzi”.

Veniamo in compenso a sapere che a Lovere ieri gli antifascisti sono stati manganellati per aver organizzato un presidio volto a impedire una celebrazione fascista e il Segretario della Federazione di Rifondazione Comunista di Bergamo ha dovuto ricorrere alle cure in ospedale.

Nell’esprimere la nostra solidarietà al compagno e a tutti gli antifascisti, ribadiamo che ad essere illegale nella nostra Repubblica dovrebbe essere il fascismo e non la difesa dei valori della Costituzione. Noi continueremo la nostra lotta perché le organizzazioni fasciste vengano sciolte e i loro membri perseguiti e per l’applicazione piena della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Saverio Ferrari a Cantù per l’antifascismo

saverioVenerdì 27 maggio il Comitato Cantù Antifascista di cui facciamo parte organizza un incontro con Saverio Ferrari per presentare il suo nuovo libro 12 aprile 1973. Il “giovedì nero di Milano” – Quando i fascisti uccisero l’agente Antonio Marino (cliccare qui per visualizzare l’evento su Facebook).

L’incontro si terrà nel parco di Villa Calvi dalle 20 e vedrà oltre alla partecipazione di Saverio, responsabile dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre, quella del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi.

A seguire terremo una jam session di musica antifascista in cui si alterneranno vari gruppi e giovani musicisti.

Sarà inoltre possibile firmare, oltre che per la messa fuori legge dei gruppi neofascisti, anche per abolire l’Italicum e per i referendum sulla scuola pubblica colpita dalla riforma del Governo Renzi.

Vi aspettiamo.

In ricordo di #PeppinoImpastato

Peppino era un compagno, se non lo fosse stato non avrebbe avuto la stessa ingenua ed incosciente forza che da più di due secoli porta persone meravigliose a dare la vita per la propria causa. Prima di essere contro la Mafia, prima di morire per mano della Mafia come tanti altri, Peppino combatteva per qualcosa di diverso, per un mondo diverso, non per una sterile legalità che non è giustizia. Peppino era un compagno. Oggi, all’anniversario della sua morte, lo ricorderanno anche le stesse persone che lui combatteva, accostandone il nome ad un Aldo Moro qualsiasi, come ogni anno, come se fossero la stessa cosa. Peppino era un compagno, ed è così che vogliamo e dobbiamo ricordarlo.

Il grande successo di #stopttip e #millionmarijuanamarch

Ieri a Roma eravamo tantissimi per la manifestazione contro il TTIP, il trattato di libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti, e per la legalizzazione della marijuana.

Abbiamo deciso di costruire il nostro spezzone a cavallo tra i due cortei, perché entrambe le lotte fanno parte della nostra identità politica.

La lotta contro il TTIP è la lotta per la qualità dei prodotti e la difesa dei nostri standard di qualità contro lo strapotere delle multinazionali che considerano i controlli e la salute pubblica un ostacolo al libero commercio.

La lotta per la legalizzazione della marijuana è la lotta per togliere alla mafia una delle sue più proficue fonti di reddito, considerando anche che il suo utilizzo non comporta danni maggiori di quello di altre sostanze perfettamente legali e che invece può avere anche effetti benefici sulla salute.

Il risultato è stato decisamente oltre le aspettative, con centinaia di giovani che si sono aggregati dietro il nostro furgone e alle nostre parole d’ordine.

Questo è solo l’inizio, una nuova generazione si affaccia alla società e vuole prendere in mano il suo destino.