8 aprile con #Comosenzafrontiere contro il decreto Minniti-Orlando

no_minniti_orlandoI Giovani Comunisti/e di Como aderiscono alla giornata di mobilitazione nazionale lanciata dalla Rete delle Città in Comune, contro i decreti Minniti-Orlando sulla “sicurezza” e sull’immigrazione/respingimenti, il prossimo 8 Aprile.
Si tratta infatti di un provvedimento che incentiva la logica razzista già portata avanti da diversi partiti di destra e fomenta la “guerra tra poveri”, basato su una visione della società che punta ad espellere chi viene dalla guerra o scappa dalla povertà, promuovendo una visione autoritaria e militarizzata delle città italiane.
Como sta vivendo sulla propria pelle le difficoltà legate al Trattato di Dublino, con centinaia di migranti bloccati alla frontiera svizzera attendendo di raggiungere i Paesi del Nord-Europa. Ricordiamo a tal proposito l’intervento di Alessandro Rapinese che chiedeva il perché i migranti non volessero lasciare le impronte digitali, dimenticando o volendo dimenticare che lasciare le impronte significa abbandonare per sempre o quasi qualunque velleità di raggiungere altri Paesi europei, grazie a quel trattato firmato da chi oggi tuona contro i migranti.
I sostenitori delle politiche neoliberiste non si limitano a creare milioni di poveri, ma si apprestano anche a punire chi è povero come se ciò fosse una colpa. Si parla molto di “decoro”. Cosa significa “decoroso”? Sarebbe la legge casomai, non i sindaci-sceriffi, a dover decidere che un gesto, una decisione presa da un individuo sia o meno decorosa. Si utilizzano questi termini come paravento per attuare l’opera di repressione che abbiamo già ben visto nel nostro paese, basti pensare alle ultime manifestazioni in vista dei 60 anni dei trattati di Roma, con manifestanti fermati per il semplice fatto di aver indossato delle comunissime felpe nere. Denunciamo il clima repressivo che si respira in tutto il paese. Già da molti anni, ai danni di chi lotta per il lavoro, la casa e il territorio piovono decreti penali di condanna per reati ridicoli e fogli di via come se niente fosse. Oggi la repressione fa un ulteriore passo avanti con l’introduzione del DASPO urbano. Le stesse misure repressive in precedenza sono state utilizzate negli stadi con la scusa della sicurezza. Ora si sono rivelate come le prove generali per l’uso di nuovi strumenti sempre più incostituzionali per reprimere il dissenso sociale contro l’ordine neoliberale e l’austerità. Viviamo in un paese in cui un operaio può essere umiliato dal padrone che non gli permette nemmeno di andare in bagno; in cui viene negato il diritto allo studio a migliaia di studenti; dove si reprimono movimenti come quelli NOTAV e NOTAP e si costruiscono grandi opere inutili per la popolazione, solo utili ad ingrassare le mafie. Come Giovani Comuniste/i ci batteremo sempre per tutelare il diritto di dissentire e manifestare, previsto dalla Costituzione. Lotteremo per una società solidale basata sull’idea di giustizia sociale a prescindere dalla nazionalità, che i fabbricanti d’odio e di paura che oggi siedono al governo ed hanno scritto i vergognosi decreti Minniti-Orlando ci vogliono negare.
Per questo saremo in piazza l’8 Aprile dalle 14.30 alle 16.30 in via Vittorio Emanuele ang. via Indipendenza, insieme alla Rete Como Senza Frontiere e ai compagni di viaggio de La Prossima Como, e chiediamo a tutte le forze sociali, politiche e ai cittadini che si oppongono a questo stato di cose di partecipare con noi.
#MinnitiOrlandoViMettiamoAlBando
#Indecoroso
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La #Cantùantifascista si prende la città

Venerdì e sabato, in risposta all’indegno ritrovo fascista, abbiamo contribuito alla riuscita dell’assemblea “Fuori i fascisti dalla mia città”, alla presenza di Saverio Ferrari, e del “Mischiacantù” organizzato dai ragazzi del Pollo bastardo.

Siamo orgogliosi di aver partecipato alla ripresa del territorio canturino ad opera delle realtà antifasciste e antirazziste, mentre i nazifascisti di Forza Nuova erano rinchiusi nel Parco Solare, rinominato con l’intitolazione ai partigiani canturini.

Resta comunque lo scempio di un luogo pubblico concesso ormai da quattro anni a realtà che non dovrebbero aver cittadinanza in nessun luogo della nostra Repubblica e che invece trovano appoggio convinto in un’Amministrazione comunale che preferisce tre giorni di notorietà al rispetto dei valori costituzionali.

 

#CantùAntifascista Fuori i fascisti dalla mia città

I Giovani Comunisti, in quanto membri del Coordinamento Cantù Antifascista, promuovono la serata antifascista di venerdì 23 settembre dalle 20.30.

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Seleziona il link per accedere all’evento

In risposta all’autorizzazione concessa da parte della giunta canturina per lo svolgimento della tre giorni di Forza Nuova, riteniamo fondamentale parlare dell’altra Cantù e dell’altra Como che si è vista soprattutto in questi mesi.

Pertanto, dopo la conferenza stampa di chiusura della prima raccolta firme per la messa fuori legge delle organizzazioni nazifasciste, parleremo della situazione di Como San Giovanni con la portavoce di Como senza frontiere Anna Francescato e con la coordinatrice di UDS Alice Rossi. Insieme a loro il segretario della FIOM Como e Saverio Ferrari per Memoria Antifascista.

Chiamiamo alla massima partecipazione tutti i cittadini sinceramente democratici e antifascisti, in difesa della Costituzione repubblicana e per dimostrare che nel nostro territorio non c’è spazio per i fascisti.

#Refugeeswelcome – Due mesi in San Giovanni

ComoComo negli ultimi due mesi è stata oggetto di una crescente attenzione mediatica dovuta alla presenza presso la Stazione FS San Giovanni di un consistente numero di profughi provenienti dal Corno d’Africa. Il loro sogno di andare in Germania spesso per ricongiungersi alla loro famiglia si è fermato contro la frontiera svizzera, rafforzata da personale giunto appositamente dai cantoni di lingua tedesca per bloccare i migranti. Si sono così trovati a dormire all’addiaccio, nell’indifferenza delle istituzioni che forse speravano che non dando assistenza li avrebbero spinti a tornare indietro. Sono state raccolte testimonianze di umiliazioni inflitte ai migranti dalla polizia elvetica, umiliazioni che questi ragazzi pensavano di essersi lasciati alle spalle una volta lasciata l’Etiopia prima e la Libia poi.

Come Giovani Comunisti/e abbiamo da subito dato la nostra adesione alla neonata rete Como Senza Frontiere, che comprende forze politiche e sociali cattoliche e della Sinistra, la parrocchia di Rebbio e vari cittadini senza un preciso riferimento organizzativo.

Nelle prime settimane abbiamo fornito un appoggio essenzialmente logistico, portando cibo, abbigliamento e coperte. A questo si è sommata l’iniziativa politica con gli appelli alle istituzioni e con la lettera firmata dall’Europarlamentare Eleonora Forenza al Prefetto. Abbiamo contrastato efficacemente le iniziative dei fascisti che, camuffandosi dietro un’associazione con il logo del Comune, hanno organizzato una manifestazione di poco più di venti persone. Il presidio antifascista chiamato dalla rete antifascista di cui facciamo parte ha invece visto circa 150 persone e interventi politici del segretario regionale della FIOM Lombardia e della Funzione Pubblica Como.

Questo fine settimana toccherà alla Lega Nord provare l’ennesima parata razzista, ma Como ha già risposto coi fatti a questi figuri, dimostrando una solidarietà inaspettata.

In settimana dovrebbe partire un campo gestito dalla Croce Rossa e dalla Caritas, con la possibilità per la nostra rete di accedere e di mantenere così la gestione della situazione smilitarizzata, evitando che si ripetano episodi come quello di Ventimiglia.

Questa esperienza ci ha visti crescere, politicamente e umanamente, e ha visto soprattutto tutta la città – al netto dei soliti razzisti della domenica che si sfogano sui social networks invocando i lanciafiamme –  prendere coscienza di una situazione difficile. Gli sguardi di quei giovani uomini e donne, di quei bambini che hanno attraversato il deserto e il Mediterraneo, che hanno patito immense sofferenze, non possono lasciare indifferenti coloro che credono in un mondo più giusto e nella necessità di lottare per ottenerlo.

Proseguiremo il nostro impegno, a fianco dei tanti che si sono mobilitati e a fianco soprattutto dei migranti, le cui necessità devono restare prioritarie rispetto a qualunque volontà politica.

Adesione al Presidio Antifascista

14066281_1095818053839061_1814337341769516037_oI/Le Giovani Comunisti/e di Como aderiscono al Presidio antifascista che si terrà martedì 30 agosto dalle 17 alle 19.30 in Piazza Vittoria (clicca per l’evento su Facebook).

Questo presidio è una risposta politica alla ridicola passerella di Forza Nuova che, travestita da associazione con logo del Comune vagamente modificato, ha organizzato una manifestazione contro i migranti in Stazione San Giovanni.

Como non può accettare un simile affronto, per cui scenderemo in piazza con tutti i cittadini e le organizzazioni democratiche, per ribadire che Como appartiene a chi accoglie, a chi si dà da fare per aiutare chi ha bisogno, a chi non si arrende alle ingiustizie.

Comunicato unitario sulla situazione migranti

fabriziosimonaalicestefanoprc1STAZIONE FS COMO S. GIOVANNI
 
Como, 28 luglio 2016
Questi sedici giorni hanno visto le nostre Organizzazioni, U.d.S. Como, P.R.C. Como e GC Como impegnate notte e giorno nell’aiuto di oltre cento persone in fuga dalla guerra e dalla fame, che sconvolgono i loro Paesi di origine.
L’intenzione con cui i migranti compiono un viaggio rischiosissimo, che ne vede solo un’esigua minoranza giungere sulle coste italiane, è quella di arrivare nei paese del nord Europa; le autorità svizzere chiudendo le frontiere hanno bloccato definitivamente il passaggio verso nord.
A queste persone respinte, che da quasi un mese dormono all’aperto o sotto i portici della stazione, abbiamo portato ascolto, acqua, coperte, vestiti, cibo. Abbiamo cercato di tessere un rapporto umano con loro, facendoci raccontare le loro storie, offrendo una sigaretta, giocando con i tanti bambini presenti.
Andiamo fieri di fare parte di quella Como solidale e accogliente che concretamente vuole migliorare le condizioni di vita di esseri umani in stato di emergenza, che crede nel cancellare fame e miseria, adesso e qui.
Siamo orgogliosi di aver messo a tacere, con il nostro aiuto concreto, tutti coloro che avrebbero voluto cacciare i profughi, così come vorrebbero, provocatoriamente o non, affondare i barconi nel Mediterraneo.
Ci siamo scontrati fin dal primo giorno con le difficoltà create dalle istituzioni e da chi sul territorio ha in mano il “business” della solidarietà, a causa dei colpevoli ritardi, la scarsa disponibilità nel fornire aiuti, l’arbitrario metodo decisionale per metterli in pratica.
Senza i volontari come noi, queste persone avrebbero sofferto il freddo e la fame per i primi dieci giorni. Troviamo intollerabile che in una delle zone più ricche d’Europa decine e decine di profughi dormano all’addiaccio e che le autorità comunali non autorizzino a sfruttare tutte le disponibilità di mezzi offerte dalla Croce Rossa:
 
Perché solo due tendoni quando ce ne sono otto a disposizione?
Perché solo i wc peraltro a ieri non ancora operativi e non anche le docce,disponibili?
Perché no alla cucina da campo?
Se guardiamo lontano e vediamo quello che succede nel mondo, dobbiamo prevedere che nei mesi futuri Como, città di frontiera, sarà il punto di arrivo di un numero crescente di profughi diretti verso il nord Europa, e per questo ruolo ci si dovrà attrezzare.
Usciamo così da questo tavolo di collaborazione, attorno al quale non tutte le realtà hanno lo stesso peso decisionale, a causa di un’ostilità nei confronti delle nostre Organizzazioni, a causa di un metodo di lavoro diametralmente opposto al nostro e che ci vede impossibilitati ad accettare passivamente molte delle decisioni prese.
Crediamo sia arrivato il momento che una ferma azione politica si accompagni allo sforzo pratico compiuto in questi giorni e in queste notti e proseguiremo quindi il nostro impegno attraverso la lotta politica e le pressioni istituzionali.
E’ necessario mutar pelle e divenire una città civile ed accogliente, le energie e le idee ci sono, come abbiamo avuto modo di notare e dimostrare, basta utilizzarle e coordinarle.
La soluzione non la troveremo nei respingimenti e nella cancellazione delle vite dei profughi, nella loro spersonalizzazione, ma nell’apertura di corridoi umanitari concordati fra gli Stati dell’Unione Europea.
Si tratta semplicemente di avere la volontà politica di agevolare gli spostamenti delle persone. Chi condivide questo percorso deve dirlo chiaramente ed agire di conseguenza, in tutte le sedi decisionali, dal governo locale al parlamento europeo.
Chi praticherà questa strada, sorella maggiore della solidarietà, avrà tutto il nostro sostegno.
 
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea – Federazione di Como 
Giovani Comunisti/e Como 
Unione degli Studenti Como
 
 

Buona riuscita dell’iniziativa a Cantù, solidarietà agli antifascisti di Bergamo

13267914_1034549409965926_8018173055178868841_nL’assemblea di Cantù con Saverio Ferrari ha visto una buona partecipazione di cittadini e cittadine, nonostante le difficoltà poste dall’Amministrazione comunale.

Si è fatta luce sui legami tra le organizzazioni fasciste, ivi compreso il Movimento Sociale Italiano, e la borghesia con l’obiettivo di fermare le rivendicazioni della Sinistra e sulla natura eversiva di questi gruppi che oggi vengono con tanta leggerezza giudicati come composti di “bravi ragazzi”.

Veniamo in compenso a sapere che a Lovere ieri gli antifascisti sono stati manganellati per aver organizzato un presidio volto a impedire una celebrazione fascista e il Segretario della Federazione di Rifondazione Comunista di Bergamo ha dovuto ricorrere alle cure in ospedale.

Nell’esprimere la nostra solidarietà al compagno e a tutti gli antifascisti, ribadiamo che ad essere illegale nella nostra Repubblica dovrebbe essere il fascismo e non la difesa dei valori della Costituzione. Noi continueremo la nostra lotta perché le organizzazioni fasciste vengano sciolte e i loro membri perseguiti e per l’applicazione piena della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.