#Alternanza: tra scuola e sfruttamento

L’alternanza scuola-lavoro dovrebbe essere – a sentire il Governo – un’opportunità per gli studenti. La realtà è ben diversa e documentata in modo tale da lasciare ben poco spazio a dubbi.

I Giovani Comunisti/e sono impegnati in una campagna nazionale per spiegare perché l’alternanza scuola-lavoro deve essere abolita.

Aiutaci diffondendo il volantino informativo, scaricalo in PDF.

Alternanza

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Arriveremo a Roma.. Malgrado voi.

Ieri eravamo a Roma, a fianco di centinaia di migliaia di persone che, sotto un sole cocente, in pieno giugno, si sono mosse dalle loro città non per andare al mare ma per dire al Governo che non intendono essere prese in giro.

Eravamo in piazza perché questo Governo, dopo aver frettolosamente cancellato i voucher per evitare un referendum che non poteva vincere, li ha reintrodotti con la manovrina correttiva a nemmeno due settimane da quando si sarebbe dovuto celebrare il referendum, con la complicità di alcuni ex-PD che sono usciti dall’aula per consentire questo scempio senza portarne la responsabilità.

E saremo in piazza ancora, nei territori, davanti alle scuole e ai luoghi di lavoro, a difendere il diritto a un contratto dignitoso, a una vita non appesa a uno scontrino. E chi vorrebbe ridurre il diritto di sciopero dovrà scontrarsi con l’opposizione dei lavoratori e dei giovani di questo Paese. Non siamo una generazione in vendita.

#Con2Si parte la campagna per i #ReferendumLavoro

Oggi dalle 10 alle 13 siamo a Porta Torre a fianco della CGIL per l’avvio della campagna elettorale sui referendum sul lavoro. Chiediamo al Governo di fissare una data, rispettando il volere di oltre tre milioni di italiani che hanno firmato ai banchetti sui tre referendum (abolizione dei voucher, responsabilità solidale negli appalti, abolizione del Jobs Act – quest’ultimo bocciato dalla Corte Costituzionale).

Come Giovani Comunisti/e siamo a fianco di chi chiede l’abolizione dei voucher, che sono una piaga del mondo del lavoro e che costringono migliaia di giovani a lavorare senza diritti né tutele.

Invitiamo tutti e tutte a scendere in piazza con noi e a impegnarsi per la buona riuscita della campagna referendaria. Insieme possiamo fermare la distruzione dei diritti.

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Presidio Alternanza: Buon dialogo con la città

mcdonalds-675Ieri pomeriggio si è tenuto in via Vittorio Emanuele il presidio contro l’alternanza scuola-lavoro a McDonald’s, voluto e organizzato da Giovani Comunisti/e, Unione degli Studenti e Rifondazione Comunista.

Nonostante l’ubicazione non felicissima, in una zona per lo più dedita allo shopping, siamo riusciti a dialogare con moltissime persone che ci hanno manifestato la loro perplessità verso l’iniziativa del Governo di cui quasi nessuno aveva idea.

Sono stati distribuiti in circa un’ora oltre 300 volantini che spiegavano nel dettaglio cosa comporti l’alternanza, il lavoro gratuito, l’abbassamento degli standard salariali dei lavoratori. Abbiamo spiegato che noi intendiamo l’alternanza scuola-lavoro come una pratica che dovrebbe arricchire il percorso formativo, integrarlo con un’esperienza attinente agli studi e non interromperlo per fare un lavoro gratuito a uso e consumo dei grandi gruppi.

Abbiamo soprattutto sottolineato come, nella nostra visione, le aziende coinvolte nel progetto dell’alternanza scuola-lavoro dovrebbero offrire un salario agli studenti, nel quadro di un accordo con le rappresentanze sindacali. Questo sia al fine “educativo” di legare una prestazione lavorativa alla corresponsione di un salario, come prescritto dalla Costituzione, sia al fine di impedire un ennesimo dumping salariale in cui alle richieste sindacali faccia eco la risposta dell’azienda certa di avere a disposizione manodopera a costo zero.

Si è trattato solo di una prima iniziativa, di un primo presidio informativo. La nostra lotta contro questa folle idea, per cui per essere maturi sia necessario lavorare gratis senza ottenere alcun beneficio per la formazione culturale, continuerà con altre azioni nelle scuole e sul territorio.

 

No all’alternanza scuola-patatine

Unione degli Studenti, Giovani Comunisti/e e Rifondazione Comunista contro l’accordo tra MIUR e McDonald’s.

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General view of McDonald’s logo. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Thursday February 7, 2013. See PA story CONSUMER McDonald’s . Photo credit should read: Rui Vieira/PA Wire

Il 18 ottobre il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha siglato un protocollo di intesa con 16 multinazionali tra cui il colosso dei fast food McDonald’s.
L’accordo prevede che gli studenti svolgano l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per essere ammessi all’esame di Stato, presso uno dei “ristoranti” della catena americana sparsi in tutto il Paese (160 nella Provincia di Como).
Riteniamo che questo accordo non abbia alcun valore didattico ma che rappresenti semplicemente un ulteriore regalo del Governo Renzi alle multinazionali fornendo loro manodopera gratuita. L’alternanza scuola-lavoro così svolta non fa curriculum, non aggiunge competenze, non fornisce valore alla crescita professionale degli studenti ma anzi sottrae tempo alla didattica.
Contro questa vergogna chiamiamo gli studenti e tutta la cittadinanza ad un primo presidio informativo che si terrà il 10 dicembre dalle 15.30 alle 18.30 in Piazza Boldoni.

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ALTERNANZA #SCUOLA-LAVORO NELL’EPOCA DEL #MCDONALD’S

mcdonalds-675Alternanza scuola-lavoro, un binomio che ad alcuni può sembrare necessario. A che serve la scuola se poi sarai disoccupato? Non è forse meglio iniziare già dalla formazione il percorso che porti ad avere le competenze necessarie per avere successo in ambito lavorativo? Certo, nessuno nega che un maggiore raccordo tra mondo della scuola e mondo del lavoro sia necessario, ma il progetto dell’alternanza scuola-lavoro, previsto nella legge 107 (quella che il Governo ha improvvidamente definito “La Buona Scuola”) anche per i licei – e non solo per gli istituti professionali – cela in realtà la necessità per molte aziende di avere lavoratori che non percepiscano salario. (continua a leggere)

Il grande successo di #stopttip e #millionmarijuanamarch

Ieri a Roma eravamo tantissimi per la manifestazione contro il TTIP, il trattato di libero commercio tra Unione Europea e Stati Uniti, e per la legalizzazione della marijuana.

Abbiamo deciso di costruire il nostro spezzone a cavallo tra i due cortei, perché entrambe le lotte fanno parte della nostra identità politica.

La lotta contro il TTIP è la lotta per la qualità dei prodotti e la difesa dei nostri standard di qualità contro lo strapotere delle multinazionali che considerano i controlli e la salute pubblica un ostacolo al libero commercio.

La lotta per la legalizzazione della marijuana è la lotta per togliere alla mafia una delle sue più proficue fonti di reddito, considerando anche che il suo utilizzo non comporta danni maggiori di quello di altre sostanze perfettamente legali e che invece può avere anche effetti benefici sulla salute.

Il risultato è stato decisamente oltre le aspettative, con centinaia di giovani che si sono aggregati dietro il nostro furgone e alle nostre parole d’ordine.

Questo è solo l’inizio, una nuova generazione si affaccia alla società e vuole prendere in mano il suo destino.