L’On. Eleonora Forenza scrive al Prefetto di Como

Nel comunicato unitario con PRC e UDS avevamo promesso che avremmo mantenuto il nostro impegno incentrandolo sulla pressione politica. Questa è solo la prima delle tante azioni che intraprenderemo per giungere a una soluzione dell’emergenza umanitaria in Stazione San Giovanni.

Pubblichiamo di seguito la lettera dell’Europarlamentare del PRC/SE Eleonora Forenza al Prefetto di Como.

A Sua Eccellenza Il Signor Prefetto di Como Dott. Bruno Corda
e p.c. al Sindaco di Como Dott. Mario Lucini

Roma, 06 Agosto 2016

OGGETTO: Emergenza migranti in Como San Giovanni.

Le scrivo in relazione alla drammatica situazione che si è venuta a creare presso la Stazione FS Como San Giovanni, a seguito dell’arrivo di centinaia di profughi – per lo più provenienti dal Corno d’Africa – e della decisione delle autorità elvetiche di chiudere ogni possibile passaggio verso i Paesi del Nord Europa.
Nonostante l’impegno meritevole dei singoli volontari, delle associazioni e delle forze sindacali e politiche della Sinistra, l’insufficienza di infrastrutture e i ritardi nel mettere a disposizione i servizi essenziali per garantire una sopravvivenza dignitosa a queste persone hanno determinato una reale emergenza.

Ormai da settimane centinaia di persone (con punte di 500) vivono all’addiaccio nell’indifferenza di chi dovrebbe farsi carico di trovare soluzioni adeguate.

In particolare si segnalano le seguenti criticità:

  • I servizi igienici, messi a disposizione con colpevole ritardo, risultano insufficienti rispetto al numero di persone stipate in stazione;
  • Il presidio sanitario più volte promesso si è risolto in interventi sporadici di personale medico senza l’attivazione di un servizio stabile e continuativo;
  • Le sole strutture messe a disposizione sono due tende della Croce Rossa comasca che ospitano solo 31 posti letto, peraltro danneggiate dal maltempo della scorsa settimana;
  •  Le sistemazioni provvisorie presso oratori e parrocchie verranno presto a cessare, così come pure le docce messe a disposizione dal Collegio Gallio e la mensa di Sant’Eusebio che non saranno più fruibili da settembre con la ripresa delle attività scolastiche e ricreative.

Appare evidente la mancanza di coordinamento delle forze del volontariato che avrebbe dovuto essere messo in campo dalle istituzioni cittadine. Questa carenza, che continua a causare notevole dispersione di risorse ed energie, risulta sempre più inaccettabile dal momento che il flusso non accenna ad attenuarsi e che la città di Como rappresenterà sempre più in futuro un punto di passaggio per migliaia di persone in fuga da fame e dittature.

Mi rivolgo a Lei perché decida di proclamare lo stato di emergenza, consentendo a Croce Rossa Italiana e Protezione Civile Nazionale di dispiegare tutti i mezzi a loro disposizione. In particolare va svolto ogni sforzo per riuscire a trovare spazi dove i migranti ed i senza tetto possano dormire riparati dalle intemperie, sfruttando aree o edifici pubblici inutilizzati.

Inoltre, come precedentemente sottolineato, è necessario che venga istituito in loco un presidio sanitario che svolga il servizio quotidianamente, evitando di dover organizzare trasporti da e per gli ospedali cittadini anche per semplici accertamenti.

Sottolineo inoltre la necessità della presenza di mediatori culturali per consentire la comunicazione tra i migranti – di cui solo una minoranza conosce l’inglese – e gli operatori, nonché di personale competente in materia di legislazione nazionale sui migranti.

Le chiedo infine di attivarsi personalmente presso il Ministero degli Esteri per il raggiungimento di un accordo in grado di consentire a coloro che vogliono raggiungere altri Paesi di farlo in modo sicuro e legale.

Certa che Ella vorrà tempestivamente ottemperare a quanto sopra esposto, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
Onorevole Eleonora Forenza
Europarlamentare Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica

Comunicato unitario sulla situazione migranti

fabriziosimonaalicestefanoprc1STAZIONE FS COMO S. GIOVANNI
 
Como, 28 luglio 2016
Questi sedici giorni hanno visto le nostre Organizzazioni, U.d.S. Como, P.R.C. Como e GC Como impegnate notte e giorno nell’aiuto di oltre cento persone in fuga dalla guerra e dalla fame, che sconvolgono i loro Paesi di origine.
L’intenzione con cui i migranti compiono un viaggio rischiosissimo, che ne vede solo un’esigua minoranza giungere sulle coste italiane, è quella di arrivare nei paese del nord Europa; le autorità svizzere chiudendo le frontiere hanno bloccato definitivamente il passaggio verso nord.
A queste persone respinte, che da quasi un mese dormono all’aperto o sotto i portici della stazione, abbiamo portato ascolto, acqua, coperte, vestiti, cibo. Abbiamo cercato di tessere un rapporto umano con loro, facendoci raccontare le loro storie, offrendo una sigaretta, giocando con i tanti bambini presenti.
Andiamo fieri di fare parte di quella Como solidale e accogliente che concretamente vuole migliorare le condizioni di vita di esseri umani in stato di emergenza, che crede nel cancellare fame e miseria, adesso e qui.
Siamo orgogliosi di aver messo a tacere, con il nostro aiuto concreto, tutti coloro che avrebbero voluto cacciare i profughi, così come vorrebbero, provocatoriamente o non, affondare i barconi nel Mediterraneo.
Ci siamo scontrati fin dal primo giorno con le difficoltà create dalle istituzioni e da chi sul territorio ha in mano il “business” della solidarietà, a causa dei colpevoli ritardi, la scarsa disponibilità nel fornire aiuti, l’arbitrario metodo decisionale per metterli in pratica.
Senza i volontari come noi, queste persone avrebbero sofferto il freddo e la fame per i primi dieci giorni. Troviamo intollerabile che in una delle zone più ricche d’Europa decine e decine di profughi dormano all’addiaccio e che le autorità comunali non autorizzino a sfruttare tutte le disponibilità di mezzi offerte dalla Croce Rossa:
 
Perché solo due tendoni quando ce ne sono otto a disposizione?
Perché solo i wc peraltro a ieri non ancora operativi e non anche le docce,disponibili?
Perché no alla cucina da campo?
Se guardiamo lontano e vediamo quello che succede nel mondo, dobbiamo prevedere che nei mesi futuri Como, città di frontiera, sarà il punto di arrivo di un numero crescente di profughi diretti verso il nord Europa, e per questo ruolo ci si dovrà attrezzare.
Usciamo così da questo tavolo di collaborazione, attorno al quale non tutte le realtà hanno lo stesso peso decisionale, a causa di un’ostilità nei confronti delle nostre Organizzazioni, a causa di un metodo di lavoro diametralmente opposto al nostro e che ci vede impossibilitati ad accettare passivamente molte delle decisioni prese.
Crediamo sia arrivato il momento che una ferma azione politica si accompagni allo sforzo pratico compiuto in questi giorni e in queste notti e proseguiremo quindi il nostro impegno attraverso la lotta politica e le pressioni istituzionali.
E’ necessario mutar pelle e divenire una città civile ed accogliente, le energie e le idee ci sono, come abbiamo avuto modo di notare e dimostrare, basta utilizzarle e coordinarle.
La soluzione non la troveremo nei respingimenti e nella cancellazione delle vite dei profughi, nella loro spersonalizzazione, ma nell’apertura di corridoi umanitari concordati fra gli Stati dell’Unione Europea.
Si tratta semplicemente di avere la volontà politica di agevolare gli spostamenti delle persone. Chi condivide questo percorso deve dirlo chiaramente ed agire di conseguenza, in tutte le sedi decisionali, dal governo locale al parlamento europeo.
Chi praticherà questa strada, sorella maggiore della solidarietà, avrà tutto il nostro sostegno.
 
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea – Federazione di Como 
Giovani Comunisti/e Como 
Unione degli Studenti Como
 
 

Giovanna #Lanzavecchia, Rifondazione e Giovani Comuniste/i di Como esprimono soddisfazione per la liberazione.

Il Partito della Rifondazione Comunista e Le/i Giovani Comuniste/i di Como esprimono soddisfazione per la liberazione di Giovanna Lanzavecchia, giovane di Caslino d’Erba detenuta nelle carceri turche per aver pubblicato post a sostegno della lotta del Popolo Curdo.

Siamo da sempre solidali con la resistenza curda, e riteniamo assurdo che la libertà di pensiero e parola sia violata in maniera così evidente in un Paese che alcuni vorrebbero ammettere nell’Unione Europea. Siamo grati a Giovanna e a tutti quei giovani che si impegnano per sostenere la libertà e la giustizia nel mondo e non solo dove è comodo alle grandi potenze.

Per contro l’atteggiamento europeo nei confronti della Turchia, in cui l’UE baratta i diritti umani di un popolo per l’internamento dei disperati che fuggono dalle bombe in Siria, è irresponsabile e rende l’Europa pericolosamente simile a coloro che dice di voler combattere.

Speriamo che quanto avvenuto faccia riflettere sull’opportunità di stringere accordi con il regime di Erdogan, che diviene, ogni giorno che passa,  sempre più autoritario e repressivo.

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No all’intervento in Libia. #LaGuerraFaSchifo

Volantino contro la guerraCi risiamo. Il 2015 è finito da poco ed ha visto l’Italia elargire 4.698,1 milioni di € in spese militari, nonostante la forte crisi ed un paese ancora in recessione. Nel quadro sconvolgente e doloroso della barbarie, la guerra colpisce anche tutti noi, dal lavoratore che vede i propri soldi sperperati dallo Stato, al disoccupato che vede venir meno i sussidi, allo studente che studia in ambienti sempre più fatiscenti e con barriere economiche sempre più discriminatorie.

Abbiamo foraggiato, direttamente ed indirettamente, i conflitti che sono scoppiati attorno a noi e che ci si avvicinano sempre di più. Le torme di sfollati non sono solo colpa degli USA ma anche nostra. I civili e le popolazioni, che ogni giorno vivono l’orrore delle armi vendute dai governi per guadagnare sulle tragedie altrui; che vivono conflitti imposti da fuori, dall’imperialismo che punta le ricchezze da spartirsi e cancella vite e storie, troppo distanti per essere piante. Dopo averli bombardati ed aver mangiato sui ricavi delle vendite, accoglierli è umano e doveroso. Il 2016 si apre con uno scenario addirittura peggiore: se due lavoratori sono starti uccisi è perché la fame di profitto delle imprese petrolifere si alimenta grazie al conflitto bellico e non esita a spedire dei padri di famiglia in zone instabili e con una forte presenza di terroristi.

Non possiamo accettare che l’irresponsabilità di una multinazionale diventi il pretesto per nuovi attacchi di terra, nuovi morti, nuova distruzione e nuova emigrazione.

Non possiamo assistere inermi all’ennesima spartizione della Libia tra le potenze straniere, uno scenario che dura da oltre 100 anni!

Chi crea questa situazione è quell’1% di ricchi che continua ad aumentare la propria ricchezza grazie alla crisi ed alle guerre; gli stessi che creano insicurezza la usano poi per ridurre democrazia, partecipazione, e mettono lavoratori contro lavoratori, cittadini contro cittadini, profughi contro autoctoni, popoli contro popoli.

Basta guerre! Affinché ognuno possa vivere con dignità nel proprio paese, con la propria cultura, con le proprie tradizioni e con l’evoluzione che è in grado di costruire. Ogni popolo ha il diritto di autogovernarsi e di autodeterminarsi.

Basta guerre! Affinché le spese militari possano cessare e il Paese inizi ad investire in sanità, pensioni, scuola, università e servizi universali. l mondo del lavoro, dello studio deve quindi mobilitarsi in maniera unita e compatta, coinvolgendo quanti più soggetti possibili: sindacati, associazioni studentesche, movimenti, dai militanti ai singoli individui.

TUTTI dobbiamo opporci a questo progetto sciagurato.

TUTTI dobbiamo capire che la guerra colpisce trasversalmente nella società tutte le classi sui cui essa si poggia; gli unici a trarne profitto sono i padroni. #LaGuerraFaSchfo!

Claudia Candeloro – Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

Andrea Ferroni – Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e