Sarà il 21 gennaio il presidio #Alternanza Scuola-Lavoro

mcdonalds-675Contro il modello di alternanza scuola-lavoro che prevede che per poter accedere all’Esame di Stato si debba imparare a friggere patatine e farcire panini senza percepire salario. Per una scuola che garantisca formazione e che leghi l’eventuale esperienza di lavoro all’arricchimento del percorso formativo e non al regalo alle multinazionali.

Il 21 gennaio saremo in piazza insieme all’Unione degli Studenti per dire che vogliamo una scuola diversa, per gridare la nostra indignazione contro un Governo che vede i giovani come una massa da impiegare per ridurre il costo del lavoro, senza diritti né tutele.

Chiamiamo quindi tutti gli studenti, i lavoratori, i cittadini, a scendere in piazza con noi sabato prossimo 21 gennaio dalle ore 15 in Via V.Emanuele intersezione Via Indipendenza (clicca qui per aderire all’evento su Facebook)

Difendiamo insieme la scuola pubblica!

Buone feste

Caro compagno, cara compagna,
Innanzitutto tengo a farti i più sentiti auguri di buone feste e a ringraziarti di aver deciso di chiudere l’anno 2016 con l’adesione alla nostra comunità politica.
I Giovani Comunisti/e in questo anno hanno rafforzato la loro presenza sul territorio comasco, portando avanti
le campagne per il diritto allo studio e per i diritti dei lavoratori che – spesso nelle giovani generazioni – sono da sempre quelli “da tagliare”.
Siamo stati a fianco delle realtà studentesche e con loro abbiamo aderito alla rete Como senza Frontiere, dando un contributo importante alla gestione dell’autentica emergenza umanitaria di questa estate e mantenendo una pressione sulle istituzioni al fine di evitare che la situazione potesse essere considerata come una mera questione di ordine pubblico.
Il nostro impegno prosegue nella lotta contro la Buona Scuola e per l’abolizione del Jobs Act. In particolare, stiamo preparando un presidio a Como contro l’alternanza scuola-lavoro a McDonald’s, battaglia che anche con il tuo aiuto potremmo estendere ad altri territori della provincia.
Conto che vorrai partecipare proponendo le rivendicazioni che ti stanno più a cuore, perché la nostra comune organizzazione sia lo strumento con cui si può cambiare la realtà partendo dalle piccole cose per arrivare a quelle più grandi.
Un abbraccio e ancora buone feste!
Stefano Rognoni
Portavoce Provinciale Giovani Comunisti/e Como
auguri

#Terremoto Centro-Italia. Istruzioni per la solidarietà attiva

logo brigateCare Compagne e Cari Compagni,
in seguito al terremoto del centro Italia e all’attuale necessità di sostegno attivo, in queste ore alcuni nostri compagni sono nelle zone interessate per avere un quadro più preciso della situazione così da capire in che modo il supporto della nostra Organizzazione possa essere il più concreto e funzionale possibile.
Intanto, è importante organizzare dai territori le raccolte di beni di prima necessità con banchi alimentari davanti ai supermercati. Queste raccolte vanno proseguite fino a domenica. 
In particolare, la lista dei beni necessari ad ora è la seguente:
  • Pasta
  • scatolame
  • conserve
  • acqua
  • latte in polvere
  • omogeneizzati
  • posate e bicchieri di plastica
  • rotoli di carta
  • carta igienica
  • Torce
  • batterie
  • pannolini
  • assorbenti
  • garze e cerotti
  • sapone
  • bagno schiuma
  • shampoo
  • spazzolini
  • dentifrici
  • salviette
  • coperte
Vi consigliamo, qualora possibile, di stipare quanto raccolto nelle vostre federazioni, dividendo già il materiale in scatole diverse segnalandone il contenuto all’esterno così da agevolare la consegna finale.
In allegato troverete il volantino nazionale, a cui aggiungere un contatto territoriale e da usare come supporto cartaceo e sui vari canali social. Vi chiediamo di comunicarci quanto prima le date e i luoghi di raccolta, con il recapito di un referente, ai seguenti contatti (andrea.ferroni@hotmail.it) così da redigere una mappatura generale a cui verrà data anche risonanza nazionale sui vari canali di comunicazione.
Vi chiediamo di non partire senza una prima comunicazione al referente nazionale per il coordinamento generale, così da evitare disguidi. 
 
Per l’Umbria verrà utilizzata la sede regionale del partito a Perugia (referente Oscar Monaco 3496437714), per il Lazio verrà utilizzata la sede di Rieti (referente Lucia Allegra 3296446746). Nelle prossime ore per quanto riguarda le Marche avremo indicazioni più precise.
Fino a quando non si valuterà la necessità effettiva di un nostro intervento attivo e prolungato sul campo, sconsigliamo vivamente a tutti e tutte di partire in modo isolato, perchè non aiuta e rende inefficace il soccorso attualmente in atto. Concentriamo quindi la nostra azione politica di militanza nei banchi di raccolta.
 
Il referente nazionale
Andrea Ferroni
3423629221

Emergenza profughi. La Svizzera apra le frontiere

ComoLa situazione in Stazione San Giovanni resta pressappoco stabile, il che purtroppo non fa altro che accrescere lo sconforto tra chi vorrebbe solo arrivare altrove per vivere la sua vita in sicurezza. I respingimenti svizzeri, raccontati da un migrante, fanno rabbrividire e sollecitano senz’altro degli interrogativi circa il rispetto dei diritti umani aldilà della frontiera.

Nel frattempo si lavora all’allestimento delle unità abitative che, se da un lato rappresentano senza dubbio un tampone alla situazione (i migranti non possono continuare a dormire per terra per sempre), dall’altro non vanno minimamente ad incidere sulla radice del problema ovvero la chiusura delle frontiere.

Riteniamo che l’unica soluzione sia la creazione di percorsi legali e rapidi per raggiungere i Paesi di destinazione, in cui questi giovani uomini, donne e bambini possano costruirsi una vita. Per questo auspichiamo che la notizia dell’apertura della frontiera elvetica per 200 richiedenti asilo provenienti dall’Italia, riportata dal quotidiano La Provincia, non si riveli la solita promessa non mantenuta.

Noi continueremo il nostro lavoro di sostegno a queste persone e continueremo ad esercitare tutte le pressioni politiche necessarie a raggiungere l’obiettivo della libera circolazione.

L’On. Eleonora Forenza scrive al Prefetto di Como

Nel comunicato unitario con PRC e UDS avevamo promesso che avremmo mantenuto il nostro impegno incentrandolo sulla pressione politica. Questa è solo la prima delle tante azioni che intraprenderemo per giungere a una soluzione dell’emergenza umanitaria in Stazione San Giovanni.

Pubblichiamo di seguito la lettera dell’Europarlamentare del PRC/SE Eleonora Forenza al Prefetto di Como.

A Sua Eccellenza Il Signor Prefetto di Como Dott. Bruno Corda
e p.c. al Sindaco di Como Dott. Mario Lucini

Roma, 06 Agosto 2016

OGGETTO: Emergenza migranti in Como San Giovanni.

Le scrivo in relazione alla drammatica situazione che si è venuta a creare presso la Stazione FS Como San Giovanni, a seguito dell’arrivo di centinaia di profughi – per lo più provenienti dal Corno d’Africa – e della decisione delle autorità elvetiche di chiudere ogni possibile passaggio verso i Paesi del Nord Europa.
Nonostante l’impegno meritevole dei singoli volontari, delle associazioni e delle forze sindacali e politiche della Sinistra, l’insufficienza di infrastrutture e i ritardi nel mettere a disposizione i servizi essenziali per garantire una sopravvivenza dignitosa a queste persone hanno determinato una reale emergenza.

Ormai da settimane centinaia di persone (con punte di 500) vivono all’addiaccio nell’indifferenza di chi dovrebbe farsi carico di trovare soluzioni adeguate.

In particolare si segnalano le seguenti criticità:

  • I servizi igienici, messi a disposizione con colpevole ritardo, risultano insufficienti rispetto al numero di persone stipate in stazione;
  • Il presidio sanitario più volte promesso si è risolto in interventi sporadici di personale medico senza l’attivazione di un servizio stabile e continuativo;
  • Le sole strutture messe a disposizione sono due tende della Croce Rossa comasca che ospitano solo 31 posti letto, peraltro danneggiate dal maltempo della scorsa settimana;
  •  Le sistemazioni provvisorie presso oratori e parrocchie verranno presto a cessare, così come pure le docce messe a disposizione dal Collegio Gallio e la mensa di Sant’Eusebio che non saranno più fruibili da settembre con la ripresa delle attività scolastiche e ricreative.

Appare evidente la mancanza di coordinamento delle forze del volontariato che avrebbe dovuto essere messo in campo dalle istituzioni cittadine. Questa carenza, che continua a causare notevole dispersione di risorse ed energie, risulta sempre più inaccettabile dal momento che il flusso non accenna ad attenuarsi e che la città di Como rappresenterà sempre più in futuro un punto di passaggio per migliaia di persone in fuga da fame e dittature.

Mi rivolgo a Lei perché decida di proclamare lo stato di emergenza, consentendo a Croce Rossa Italiana e Protezione Civile Nazionale di dispiegare tutti i mezzi a loro disposizione. In particolare va svolto ogni sforzo per riuscire a trovare spazi dove i migranti ed i senza tetto possano dormire riparati dalle intemperie, sfruttando aree o edifici pubblici inutilizzati.

Inoltre, come precedentemente sottolineato, è necessario che venga istituito in loco un presidio sanitario che svolga il servizio quotidianamente, evitando di dover organizzare trasporti da e per gli ospedali cittadini anche per semplici accertamenti.

Sottolineo inoltre la necessità della presenza di mediatori culturali per consentire la comunicazione tra i migranti – di cui solo una minoranza conosce l’inglese – e gli operatori, nonché di personale competente in materia di legislazione nazionale sui migranti.

Le chiedo infine di attivarsi personalmente presso il Ministero degli Esteri per il raggiungimento di un accordo in grado di consentire a coloro che vogliono raggiungere altri Paesi di farlo in modo sicuro e legale.

Certa che Ella vorrà tempestivamente ottemperare a quanto sopra esposto, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
Onorevole Eleonora Forenza
Europarlamentare Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica

Comunicato unitario sulla situazione migranti

fabriziosimonaalicestefanoprc1STAZIONE FS COMO S. GIOVANNI
 
Como, 28 luglio 2016
Questi sedici giorni hanno visto le nostre Organizzazioni, U.d.S. Como, P.R.C. Como e GC Como impegnate notte e giorno nell’aiuto di oltre cento persone in fuga dalla guerra e dalla fame, che sconvolgono i loro Paesi di origine.
L’intenzione con cui i migranti compiono un viaggio rischiosissimo, che ne vede solo un’esigua minoranza giungere sulle coste italiane, è quella di arrivare nei paese del nord Europa; le autorità svizzere chiudendo le frontiere hanno bloccato definitivamente il passaggio verso nord.
A queste persone respinte, che da quasi un mese dormono all’aperto o sotto i portici della stazione, abbiamo portato ascolto, acqua, coperte, vestiti, cibo. Abbiamo cercato di tessere un rapporto umano con loro, facendoci raccontare le loro storie, offrendo una sigaretta, giocando con i tanti bambini presenti.
Andiamo fieri di fare parte di quella Como solidale e accogliente che concretamente vuole migliorare le condizioni di vita di esseri umani in stato di emergenza, che crede nel cancellare fame e miseria, adesso e qui.
Siamo orgogliosi di aver messo a tacere, con il nostro aiuto concreto, tutti coloro che avrebbero voluto cacciare i profughi, così come vorrebbero, provocatoriamente o non, affondare i barconi nel Mediterraneo.
Ci siamo scontrati fin dal primo giorno con le difficoltà create dalle istituzioni e da chi sul territorio ha in mano il “business” della solidarietà, a causa dei colpevoli ritardi, la scarsa disponibilità nel fornire aiuti, l’arbitrario metodo decisionale per metterli in pratica.
Senza i volontari come noi, queste persone avrebbero sofferto il freddo e la fame per i primi dieci giorni. Troviamo intollerabile che in una delle zone più ricche d’Europa decine e decine di profughi dormano all’addiaccio e che le autorità comunali non autorizzino a sfruttare tutte le disponibilità di mezzi offerte dalla Croce Rossa:
 
Perché solo due tendoni quando ce ne sono otto a disposizione?
Perché solo i wc peraltro a ieri non ancora operativi e non anche le docce,disponibili?
Perché no alla cucina da campo?
Se guardiamo lontano e vediamo quello che succede nel mondo, dobbiamo prevedere che nei mesi futuri Como, città di frontiera, sarà il punto di arrivo di un numero crescente di profughi diretti verso il nord Europa, e per questo ruolo ci si dovrà attrezzare.
Usciamo così da questo tavolo di collaborazione, attorno al quale non tutte le realtà hanno lo stesso peso decisionale, a causa di un’ostilità nei confronti delle nostre Organizzazioni, a causa di un metodo di lavoro diametralmente opposto al nostro e che ci vede impossibilitati ad accettare passivamente molte delle decisioni prese.
Crediamo sia arrivato il momento che una ferma azione politica si accompagni allo sforzo pratico compiuto in questi giorni e in queste notti e proseguiremo quindi il nostro impegno attraverso la lotta politica e le pressioni istituzionali.
E’ necessario mutar pelle e divenire una città civile ed accogliente, le energie e le idee ci sono, come abbiamo avuto modo di notare e dimostrare, basta utilizzarle e coordinarle.
La soluzione non la troveremo nei respingimenti e nella cancellazione delle vite dei profughi, nella loro spersonalizzazione, ma nell’apertura di corridoi umanitari concordati fra gli Stati dell’Unione Europea.
Si tratta semplicemente di avere la volontà politica di agevolare gli spostamenti delle persone. Chi condivide questo percorso deve dirlo chiaramente ed agire di conseguenza, in tutte le sedi decisionali, dal governo locale al parlamento europeo.
Chi praticherà questa strada, sorella maggiore della solidarietà, avrà tutto il nostro sostegno.
 
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea – Federazione di Como 
Giovani Comunisti/e Como 
Unione degli Studenti Como
 
 

Buona riuscita dell’iniziativa a Cantù, solidarietà agli antifascisti di Bergamo

13267914_1034549409965926_8018173055178868841_nL’assemblea di Cantù con Saverio Ferrari ha visto una buona partecipazione di cittadini e cittadine, nonostante le difficoltà poste dall’Amministrazione comunale.

Si è fatta luce sui legami tra le organizzazioni fasciste, ivi compreso il Movimento Sociale Italiano, e la borghesia con l’obiettivo di fermare le rivendicazioni della Sinistra e sulla natura eversiva di questi gruppi che oggi vengono con tanta leggerezza giudicati come composti di “bravi ragazzi”.

Veniamo in compenso a sapere che a Lovere ieri gli antifascisti sono stati manganellati per aver organizzato un presidio volto a impedire una celebrazione fascista e il Segretario della Federazione di Rifondazione Comunista di Bergamo ha dovuto ricorrere alle cure in ospedale.

Nell’esprimere la nostra solidarietà al compagno e a tutti gli antifascisti, ribadiamo che ad essere illegale nella nostra Repubblica dovrebbe essere il fascismo e non la difesa dei valori della Costituzione. Noi continueremo la nostra lotta perché le organizzazioni fasciste vengano sciolte e i loro membri perseguiti e per l’applicazione piena della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.