Altro che #scuolasicura: al Pessina un buco nel soffitto

Edilizia scolastica / Stefano Rognoni (GC Como): «Dopo tre anni nulla di fatto. Le scuole comasche cadono ancora a pezzi».
«Nel 2017 in Italia, a Como, si dovrebbe supporre che le scuole siano luoghi in cui studiare e insegnare nella sicurezza che la struttura dell’edificio sia solida. Invece al Pessina di Camerlata, nella classe 5J, il soffitto presenta un buco da cui mancano all’incirca 20 mattoni ed uno rischia di cadere e ferire chi si trovasse sotto in quel momento.” Così i Giovani Comunisti/e di Como denunciano un grave episodio di mancata sicurezza degli edifici scolastici.
«Anni fa presentammo – prosegue il comunicato – al Provveditore agli Studi, come Unione degli Studenti e Giovani Comunisti/e, un dossier sulle problematiche dell’edilizia scolastica in cui era presente lo stesso buco. Speravamo che la segnalazione servisse a mettere in sicurezza le scuole ma vediamo che dopo quasi tre anni nulla è stato fatto».
 
Di qui la richiesta di investimenti immediati nella sicurezza
«Chiediamo che sia effettuata questa e le altre riparazioni necessarie a mettere in sicurezza gli edifici scolastici cittadini. Le risorse economiche non possono mancare per la sicurezza di centinaia di giovani e per coloro che lavorano per garantire la formazione»
 
Como, 04/11/2017
 
Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti/e Como
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Il problema della scuola è davvero uno spinello?

 

 

spinelloNella bigotta Como puoi finire sepolto da un soffitto crollato ma uno spinello ti può condannare alla bocciatura. Succede al liceo classico dove per aver fumato in bagno due studentesse rischiano la bocciatura. Indipendentemente dal nostro giudizio sulle droghe leggere – la nostra posizione favorevole alla legalizzazione è nota da tempo – riteniamo assurdo che il problema della scuola passi per essere lo spinello e non la drammatica situazione dell’edilizia scolastica. Nella stessa scuola infatti due anni fa una luce al neon rischiò di ferire una studentessa durante la prova INVALSI e in tutta la città la situazione è al limite della criticità con il laboratorio del liceo scientifico chiuso per violazione delle norme sulla sicurezza.
Ribadiamo che la repressione del consumo di droghe leggere non ha portato ad altro che a finanziare la mafia e rivendichiamo che ci si occupi dei problemi reali della scuola quale la mancanza di finanziamenti e lo smantellamento del diritto allo studio.