Numero chiuso: ideologico e non efficiente

L’Università degli Studi di Milano vuole introdurre il numero chiuso anche per le facoltà umanistiche, scavalcando il parere sfavorevole dei dipartimenti.

Sono molti gli studenti comaschi che, dopo le superiori, si spostano nel capoluogo per frequentare l’università e dunque questa decisione, se dovesse essere presa, influirebbe direttamente sulla vita di centinaia di famiglie del nostro territorio. Gli studenti delle fasce più deboli, in particolare, si troverebbero un nuovo ostacolo sulla strada del miglioramento delle loro condizioni di vita e della loro crescita culturale.

Il numero chiuso non ha mai portato a nessun miglioramento nell’insegnamento, non opera alcuna reale selezione sul merito ma solo sulla preparazione di partenza, insomma, sulle scuole frequentate prima di effettuare il test. Scuole professionali, istituti tecnici, licei di indirizzo diverso rispetto a quello universitario prescelto non sarebbero in grado di mandare gli studenti nelle università che desiderano. La scelta della vita “cosa vuoi essere da adulto” si sposterebbe dai 19 anni ai 13, alla fine delle scuole primarie, quando i genitori deciderebbero cosa il loro figlio o figlia dovrà/potrà essere.

Noi vogliamo una scuola diversa, un’università che garantisca a tutti l’accesso al sapere e che – se occorre stabilire un criterio meritocratico – lo stabilisca sulla base del rendimento accademico, garantendo però a tutti e tutte pari condizioni di partenza, senza discriminare per istituto di provenienza o rendimento pregresso.

NO-AL-NUMERO-CHIUSO

9 maggio 2017: #Boicottaitestinvalsi

Domani si svolgeranno i test INVALSI negli Istituti Superiori, con lo scopo dichiarato di valutare il livello di preparazione con un test standardizzato per tutte le scuole, licei o istituti professionali.

Abbiamo più volte ribadito come una valutazione quantitativa e indipendente dall’indirizzo prescelto dallo studente non serva ad altro che a schedare gli studenti, danneggiando la formazione che viene ridotta a un addestramento per compilare correttamente quiz a crocette da cui dipende il finanziamento alla scuola.

Chiediamo quindi agli studenti e alle studentesse che domani saranno chiamati a svolgere il test a boicottare, a lottare per una scuola pubblica di qualità, a resistere a coloro che vorrebbero uniformare tutto e ridurre l’apprendimento al mandare a memoria nozioni e trucchi logici.

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